Romanticismo, stupore e arte sono i tratti distintivi della Fattoria di Celle. Ambienti nascosti e particolari, adatti ai turisti più esigenti così come agli appassionati di arte contemporanea, non sempre si trovano nelle grandi città o nei musei più affermati.
Esistono anche piccoli centri, spesso sconosciuti alla grande massa, dove si celano piccole chicche capaci di suscitare emozioni e desiderio di scoperta. È il caso della Fattoria di Celle, situata nella piccola località di Santomato, in provincia di Pistoia.
A meno di dieci chilometri dal capoluogo si estende questa piccola frazione, nata attorno alla costruzione del monastero di San Tommaso, all’epoca di Carlo Magno. Qui, tra i poderi e gli olivi, nel mezzo della più tipica campagna toscana, sorge uno dei centri di arte ambientale più noti al mondo.
L’arte ambientale: che cos’è
L’arte ambientale trae le prime mosse negli anni Venti del Novecento attraverso l’opera di artisti progressisti che importano nelle opere d’arte oggetti quotidiani.
Il senso di questo tipo di arte è quello di mettersi in una nuova prospettiva portando gli oggetti fuori dal loro ambiente naturale e stimolando così riflessioni nuove.
Nelle opere di arte ambientale l’artista cerca il confronto con l’ambiente che lo circonda creando una specie di dialogo con gli spazi in cui egli opera.
È il caso della Collezione Gori situata a Villa Celle. All’interno della tenuta del collezionista Giuliano Gori si cela un mondo artistico di notevole valore, in cui le opere d’arte si mescolano alla natura.
La collezione Gori a Villa Celle
Giuliano Gori fin dal 1982 ha messo a disposizione di chi desideri visitarla la sua fucina artistica: qui il collezionista ha portato le opere d’arte che compongono la sua collezione privata fin dagli inizi degli anni Settanta, con l’idea di trasformarle, accostandole al giardino ottocentesco.
Se all’inizio erano poche le opere che popolavano questo ambiente immerso nella natura, oggi sono molto più numerose: oltre settanta.
Fattoria Gori è una villa del Settecento, acquistata dall’imprenditore assieme alla moglie, dove l’amore per la natura e per l’arte si sono fusi in un unico spazio condiviso.
Ne è nata una specie di grande giardino romantico, che si estende per trenta ettari, regalando ai visitatori uno scenario suggestivo.
Le nuove opere sono nate proprio qui: obiettivo è quello di permettere all’artista di lasciarsi totalmente ispirare dalla natura e creare la propria opera nel luogo e nella situazione che più ritiene consona al proprio lavoro e stato d’animo. Il rispetto della natura è l’unica indicazione su cui non si può transigere.
Anche il visitatore viene invitato a lasciarsi trasportare dalle emozioni, affinché le opere che può ammirare non siano un mero passaggio, ma producano sensazioni sul loro osservatore affinché esso si senta parte della natura in cui è immerso.
Oggi questa Fattoria è aperta alle visite da maggio a settembre, offrendo ai turisti la possibilità di immergersi in un percorso artistico-ambientale unico al mondo.
Le opere di Fattoria Celle
Nel parco e tra gli edifici storici della Fattoria di Celle, arte e natura si fondono in un dialogo continuo. Le installazioni e le sculture si alternano nel verde, regalando a chi le osserva prospettive sempre nuove.
All’ingresso, nel piazzale della villa, si incontra la monumentale Grande Ferro di Alberto Burri (1986), una struttura in acciaio rosso minio realizzata appositamente per Giuliano Gori. Il contrasto tra il metallo e la pietra del paesaggio toscano crea un effetto potente e armonico.
Proseguendo nel parco si scopre Per quelli che volano di Luigi Mainolfi: una panchina verde posta sul tetto della villa, dedicata a Pina Gori, amante del cielo e della luce.
Tra i prati si erge il suggestivo Labirinto di Robert Morris, un percorso geometrico di pareti bianche e verdi che gioca con la percezione e l’equilibrio. Dello stesso artista è anche Venere (2011), un’imponente scultura alta tre metri che domina il paesaggio, simbolo di forza e fertilità.
Vicino al laghetto nuotano i cigni tra le forme fluide della Scultura Flottante Celle di Marta Pan, composta da due elementi che galleggiano liberi, madre e figlia nello stesso spazio naturale.
Infine, nell’uliveto, sorge Il bosco virgiliano di Ian Hamilton Finlay: quattro opere in bronzo – un cestino di limoni, la punta di un aratro e due targhe poetiche – che si fondono con la terra e il silenzio.
Un percorso che trasforma la visita in un’esperienza meditativa, dove l’arte sembra nascere dalla natura stessa.
Perché visitare Fattoria Gori
Fattoria Gori non è solo un museo a cielo aperto: è una vera e sorprendente fucina artistica ambientale, dove la presenza e lo spirito degli artisti compare discretamente tra gli alberi, gli edifici e i complementi della natura.
Chi ama l’arte qui può trascorrere alcune ore sorprendenti, in cui lasciarsi stupire dagli accostamenti e trascinare nella piacevolezza del relax del parco. Un’esperienza unica consigliata anche a chi non è esperto d’arte e alle famiglie con bambini.

